Sono un estraneo… mamma e papà.

Un estraneo. Uno di quelli che incontri per strada e ti chiedi tranquillamente: “Ma quanti anni avrà?“, “Che scuola farà?“, “Quali saranno i suoi interessi, i suoi gusti?“, “Come la penserà sui tanti aspetti della vita?“.
Sì, una persona che non avete mai conosciuto e che probabilmente mai conoscerete. Una persona della quale non vi interesserà più dopo che sarà passata oltre.

Io sono così per voi. Sono un estraneo… mamma e papà.
Voi non conoscete chi è vostro figlio. Non lo avete mai conosciuto e probabilmente non lo conoscerete mai. Non vi è mai interessato.

Non sapete davvero cosa mi piace fare.
Non sapete che scrivo… Che mi metto sul letto e scrivo poesie, racconti. Vi è mai passato per la mente di chiedermi se un giorno mi sarebbe venuta voglia di pubblicarli? Non sapete che scrivo pagine di diario, seppur virtuali, per raccontare alle persone più importanti della mia vita, come mi sento… E queste persone non siete mai voi.
Non sapete cosa mi passa per la testa, mai. E’ vero, solo poche persone lo sanno. Ma voi? Voi, che siete i miei genitori, perché non mi avete mai chiesto quali erano i miei pensieri? Perché ero così silenzioso, così chiuso. Perché avevo così tanti problemi con gli altri, a fare amicizia.
Non conoscete cosa mi piace. Non sapete i miei gusti, qual è il mio colore preferito.
Lungi da me raccontare a voi ogni aspetto della mia vita (sono così riservato che perfino scrivere qualcosa sul mio blog mi reca disagio a volte), ma ci sono cose che un genitore dovrebbe sapere.
Non sapete per quale motivo passo così tanto tempo a computer. Non vi interessa, anche se ve l’ho detto più di una volta (ma voi eravate troppo impegnati ad urlarmi contro per capire). Passo così tanto tempo a computer perché, stranamente, lui mi conosce più di voi. Mi consola di più, mi aiuta di più.
Conoscere persone sul web, mi aiuta nei momenti difficili più che parlare dei miei problemi con voi. E’ sempre stato così.

Non sapete davvero chi è vostro figlio.
Non sapete che vostro figlio è gay… Che gli piacciono gli uomini. Da sempre. O forse sì?
Sapete che sono diverso… dalla vostra idea di figlio. Sapete che sono diverso da voi.
E’ vero, io non ve l’ho detto. Non vi ho detto di essere omosessuale. Ma vi siete mai chiesti perché? Per quale motivo un figlio non vorrebbe dire ai propri genitori una cosa così importante?
E’ semplice, dopo tutto.
Come ci si può sentire a fare coming out con una persona che mi ha sfondato con un pugno la porta? Con una persona che mi mette paura. Con qualcuno che mi ha portato (sì, è-stato-lui) a fare cose che non avrei mai voluto fare.
E come ci si può sentire a fare coming out con una persona che non parla? Una persona che vede i propri figli minacciati da una sedia che vola, o da un pugno che arriva, e che non fa niente? Che rimane zitta, attonita?

Perché io sbaglio. Io ho solo diciotto anni e sono uno stronzetto qualsiasi. Ma voi… Voi dovreste essere delle persone adulte, delle persone in grado di prendersi cura dei propri figli.

E invece no. Sono stato io a prendermi cura di me stesso. Io ad accettarmi. Io a consolarmi e io a farmi compagnia. Io ho imparato a studiare e io ho imparato a farmi il culo se volevo qualcosa. Io ho imparato ad innamorarmi delle persone, a voler loro bene… e sapete una cosa?
Lo so fare in modo meraviglioso. Sono venuto bene.
E’ vero… Mi sento spesso solo e questa sensazione credo che mi accompagnerà per tutta la vita. E’ colpa vostra. Ma miglioro, giorno dopo giorno e vado sempre avanti dopo un bel pianto liberatorio.

Perché io non vi odio. No, assolutamente. Non vi voglio bene, ma neanche vi odio. Semplicemente… Non mi interessa più di voi.
Ve ne siete fregati per diciotto anni di me. Ora, è il momento di allontanarmi. E di non ascoltarvi più.

Perché sono un estraneo… e va bene così.

Tag:,

11 responses to “Sono un estraneo… mamma e papà.”

  1. Rafa says :

    purtroppo spesso ci si ritrova in situazioni del genere, so bene come ci si sente ad essere un estraneo alla famiglia. Ormai è una sorta di lavoro per me questa differenza.

  2. markissimo89 says :

    Quanto ti capisco… Un abbraccio

  3. Andrea Ibba Monni says :

    che amarezza, che grandi verità… ma vedi, io ho chiesto a mia madre il perché di certe cose. Ho visto che faccia ha la paura. Sai che conquista quando realizzerai che i tuoi genitori sono persone, e le persone sbagliano, hanno paura, non vogliono sapere, sfodano porte e ti fanno fare cose che…sì, è stato lui. Un’altra conquista fondamentale è quando capisci che la famiglia te la scegli…e quando te la sei scelto è bellissimo… Voglio leggere i tuoi racconti, sapere qual è il tuo colore preferito.

    • Arles says :

      Ma io ho realizzato che sono persone. Lo so, e ne sono cosciente.
      Ma dopo gli errori si impara. Gli errori sono fatti per imparare, dopo.
      E proprio perché sei genitore, l’hai voluto tu, devi essere abbastanza “capace” da capire quando certe cose vanno fatte e altre no…
      Forse sono poco tollerante io, perché il segno di ciò che hanno fatto ce l’ho addosso e non riesco a comprenderne il perché.

      Comunque sì, la famiglia te la scegli… E piano piano lo sto facendo. Sto riuscendo a capire quali sono le persone importanti per me. E le amo, con tutto il mio cuore.

      Grazie per il tuo commento… Spero di continuare a scrivere. 🙂

      Un abbraccio

  4. Sandro Roccia says :

    Alla fine la verità è che, in gradi diversi, non ti conosce nessuno. È triste ma le cose stanno così. Chiaramente si può accorciare la distanza, ma colmarla del tutto non avverrà mai.

    • Arles says :

      Non sono così ambizioso 🙂
      Ma, in teoria, i genitori dovrebbero conoscerti. Dovrebbero imparare a volerti bene.

      Il post nasce dal fatto che, per quanto riguarda me, questo non è accaduto fino ad ora… e che da ora in poi, non voglio accada.

      • Sandro Roccia says :

        So di essere cinico, ma se non ti hanno voluto bene finora non te ne vorranno neanche in futuro. Fai bene a rassegnarti.

        • Arles says :

          Stessa cosa che ho pensato anch’io. Credo poco nel cambiamento. E se questo ci può essere, almeno in questo caso, non me ne frega una beata minchia, come si suol dire…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: