Archivio | giugno 2012

Speechless/Boys.


Cosa significa sognare solo guardando una foto.

Marciapiede.

Che giornate di merda. La Germania ha perso ed io già inizio a tifare Spagna. Come non bastasse quel testa di cazzo di mio padre ha comprato pure una di quelle trombe straccia cazzi e inizia ad usarla per casa.
Mi vien voglia di far fuori tutta la famiglia… tipo strage familiare. Magari poi esco dopo cinque o sei anni, pubblico un libro e divento pure famoso.

Inoltre il computer di mia sorella è partito… volato, oscurato, azzerato, spento.
Lo schermo dice a gran voce: “Ma ce stai ancora a pensà? Ma non lo vedi come sto? Ce stanno 40 gradi e a me non va manco de rifiatà… lasciame sta e buttame”.
E credo sarà la fine che farà.

Tanto nervosismo in questi giorni… la dieta non va come speravo e questo dannato computer non ci voleva proprio… è come un attentato alla privacy. Già ne possiedo pochissima, ma ora dovrò dividere il mio fisso a tempo indeterminato con lei.
A meno che non inizi a vendere il culo… cosa molto probabile.
Magari apro un’attività. Vendita di culi all’ingrosso.

Risolverei il problema “lavoro” nei castelli romani.

Marciapiede, aspettami…

Cosa non tollero.

Ieri mi è stato detto che sono poco tollerante… ed è vero, lo ammetto. È un mio limite quello di non riuscire a tollerare tutto e tutti. Certe cose non riesco a farle scendere e certe cose le condanno.
Ognuno, chi più o chi meno, non riesce ad accettare determinate cose. Ognuno, nessuno escluso, ha qualcosa che lo manda completamente in ebollizione.
Io non sono un alieno, ma un umano. E per questo mi sento di farmi andare GIUSTAMENTE delle cose sul cazzo. Se poi sulle cose che non sopporto ho pure ragione (come sempre), mi sento ancora più motivato a ribadire la mia idea.

Bene. Affermato ciò, voglio fare una lista delle cose che non tollero, principalmente legate alla partita di ieri, al comportamento degli italiani in genere e della mia famiglia.

  1. Non tollero mio padre e la sua stupidità dilagante.
    Giusto per far capire la situazione… Fino ad una settimana fa andava professando battaglie contro il calcio in stile “Secondo me sarebbe da levà, magnano solo sordi” oppure “Eh, dieci coglioni che corrono appresso a un pallone e li pagano pure“.
    Ieri, ovviamente, appende la bandiera italiana al balcone e misteriosamente comincia a tifare italia.
    Ma come, non dicevi che te faceva schifo il calcio? Misteri della vita dell’Italia.
    Poi zompa dal divano appena segna Balotelli , quando fino a pochi giorni prima non mancavano a pranzo le solite frasi alla “Ma i negri perché non se ne stanno al paese loro?“. Quando poi dice che i tedeschi dovrebbero perdere perché “con tutto quello che hanno combinato nella seconda guerra mondiale dovrebbero fare una brutta fine”, le mie palle arrivano giù dal vicino.
    Ma come rispondi ad una persona che ha a malapena la terza media e che ignora l’esistenza di qualcosa chiamato “fascismo“? Come fai a farti scendere certe cose?
    Ieri s’è reso così ridicolo che perfino quella stronza di mia madre ha sparecchiato zitta come la vergine maria, ha tolto la bandiera dal balcone e s’è andata a mettere a letto, depressa e sconsolata.
  2. Non sopporto, ovviamente, gli altri italiani che si comportano come mio padre.
    Quelli  che si lamentano della crisi e poi girano per Roma un’ora e mezza con la macchina a consumar benzina solo perché la nazionale ha vinto la semifinale.
    Quelli che scendono in piazza SOLO per la vincita di una partita.
    Ma negli ultimi venti anni, quando serviva essere italiani, dov’eravate?
    Dov’eravate quando Berlusconi scendeva in politica con fondi apparsi magicamente dal nulla?
    Dov’eravate quando c’era da scendere in piazza per fare rivoluzione?
    Sapete dove?
    A lavorare per la mafia, a mangiare spaghetti e a suonare il mandolino. Perché l’italia È così, è dipinta così ed è giusto che lo sia… nel blu dipinto di blu.
    Non sopporto quelli che mi dicono, poi, che la partita è un momento di svago per non pensare, per una sera, ai problemi che ci affliggono.
    Ma li mortacci vostri! Italiani schifosi, vi siete grattati le palle per 20 ANNI, non fate mai niente, siete lo stato più pigro del mondo e volete pure il giorno di riposo?
    Che c’è gente che ha quattro figli e deve campare con 200euro al mese? Pensate che loro guardino la partita per “svagarsi un po’“? Quelli staranno pensando a “ma che cazzo gioiscono ‘sti stronzi che noi stiamo morendo di fame!“.
    E sapete perché mi incazzo a morte? Perché a me nessuno regala niente. Perché la mia famiglia non è ricca, perché non mi può comprare una macchina, non mi fa far viaggi e non mi può comprare una casa. Perché non mi regala soldi e non mi permetterà di fare neanche l’università.
    C’è chi non ci pensa a queste cose… Io invece ci penso eccome… e mi accorgo che se non vieni da una famiglia con il portafoglio pieno, diventi automaticamente sterile.
    Ma la colpa non la do a chi è messo bene, anzi, beato lui. La do a questo sistema che non permette mediamente a tutti, di stare bene.
    E quindi no, non riesco ad essere felice neanche per un’ora perché se penso al mio futuro mi sale la rabbia alla testa.
    L’Italia è quello che gli italiani sono… ovvero incapaci e nulla facenti. E non si meritano proprio niente.Quindi proprio non ci sto quando mi si dice che devo sentirmi italiano. Dovrei diventare stupido per esserlo.
    E io non sono stupido.
     
  3. Mi fanno schifo i giornalisti (se così possiamo definirli) italiani.
    Non credo ci sia niente da aggiungere, no?


  4. Non tollero chi dice che il calcio unisce.
    Ma dove? Ma quando? Unisce solo perché tutti scendono in piazza a tifare e a sventolare il tricolore del quale non sanno niente?
    Il calcio non unisce. Il calcio divide.Divide chi i problemi li vede, mentali (di tanta gente), politici, economici, da chi non li vede.
    Divide chi italiano non ci si sente per veri e reali motivi, da chi ci si sente solo durante una partita.
    Divide chi è sempre coerente, da chi non lo è mai.
    Divide chi sa pensare oggettivamente, da chi è limitato e non può farlo.Divide. E basta.

Ps. Tiferò Spagna alla finale. Beh, tifare è una parolona.
Diciamo che spero vinca la Spagna… per godere un po’, per vedere come reagiscono gli italiani, per vedere quale altra scusa troveranno alla decadenza di questo paese.

Leakkata “How to be a heartbreaker”.

Finalmente è stata leakkata How to be a heartbreaker della mia amata Marina, traccia che sarà contenuta SOLO nella versione USA di Electra Heart. Motivo per il quale rosico un po’, ma fa niente.

Detto questo, quanto può essere caruccia? La amo. Enjoy!

Perché invidiare i figli unici/Parte 1.

È notte. Mia sorella dorme e io sono a computer.

Lei: Spegni…’o…’o coso…’o coso là!
Io: Rimettite a dormì me sa che è mejo!
Lei: O’ tenghi da spegne! Non riesco a dormì!
Io: Ma cosa dovrei spegne?
Lei: ‘A televisione!
Io: MA È SPENTA!
Lei: O’…o’ computer!
Io: Seh, mo’ spegno ‘o computer secondo te.
Lei: DEVI-SPEGNE-STO-CAZZO-DE-VENTILATORE!

Poi si rigira, e dorme. 😀

Hollywood infected your brain/Boys.

Per questa sera calda, un po’ di colore e qualche bacio. 🙂

Quando le persone sono sole.

Quando le persone sono sole, mostrano il lato più brutto del proprio essere. Qualcosa di veramente… indescrivibile. A tratti allucinante, come diceva Manu.

Ieri sera è successo il panico qui, a casa mia. La macchina di un ragazzo ha cominciato a prendere a fuoco nel distributore dove mio padre lavora.
‘Sto ragazzo s’era fermato per vedere se avesse problemi al radiatore (considerando che erano circa le 22 e 30) e non ha fatto in tempo ad uscire dalla macchina che tutto ha cominciato a prendere a fuoco.

Circa dieci minuti prima, mia sorella nota una luce dalla finestra che brilla alta in cielo.
Ci scaraventiamo subito sul balcone, dal quale, grazie all’altitudine di dove mi trovo, riesco a vedere tutti i castelli romani, la valle, gli alberi e la spiaggia, fino al mare.
Era luminoso, brillava e si muoveva davvero velocemente.
Io continuavo a dire che era un UFO, mia sorella sosteneva invece si trattasse di una di quelle lanterne cinesi che prendono il volo e poi pian piano spirano.
Dopo qualche secondo si spegne e noi ce ne torniamo, tra il cinismo e l’eccitazione, a letto.

Passano altri cinque minuti, che sentiamo una rumore assordante, come se una navicella spaziale fosse davvero atterrata nel nostro giardino. La casa non ha traballato, ma abbiamo sentito un boato. È durato così poco che non abbiamo fatto neanche in tempo ad accorgerci che fosse iniziato…
Mio padre si precipita in giardino, per vedere cosa fosse stato, ma non trova niente.
Anche gli altri vicini si agitano un po’, uscendo dal balcone o dalle finestre (e li vedo perché sulla collinetta dove abitiamo, tutte le case sono molto vicine fra loro).

Ancora un paio di minuti e si sente chiamare a gran voce il nome di mio padre, da parte di uno dei vicini di casa. “Mi hanno appena chiamato, il distributore sta prendendo a fuoco!”.
Inutile dire che mio padre e mia madre si precipitano subito a vedere cosa fosse successo e mi dicono di avvisare il proprietario che, in realtà, è un amico di famiglia.

Davvero momenti di panico… Loro se ne vanno, i vicini tutti fuori a chiedere e ad urlare, il fumo che vedo benissimo dal balcone che comincia ad oscurare il panorama, mio fratello che piange perché ha paura e il telefono che squilla.

Da qui potevo fare poco. Ho preso in braccio mio fratello e me lo sono portato a computer, confortandolo un po’ e facendogli vedere che facevo. Era terrorizzato, povero amore mio.
Avviso quelle tre o quattro persone con le quali stavo parlando, scrivendo una semplice frase: “Il distributore dove mio padre lavora, sta prendendo a fuoco. Non posso rispondere ora…“.
Parole chiare, sincere ed esaustive.
Non potevo stare a computer a parlare con loro, dovevo tenere sotto controllo la situazione qui, per quanto possibile.

Chiamo mia madre, nonostante non ci parli da mesi, per sapere cosa succede. “Qui ci sono carabinieri, vigili del fuoco, gente… è un casino. Stanno spegnendo, ma c’è il rischio che esploda tutto“.

Cerco di convincere mio fratello che i miei sono abbastanza lontani da non subire danni, scherzandoci anche un po’.
Ha otto anni dopo tutto. Non può capire.
Io non ero preoccupato… e mi sono sentito strano… non ci tenevo. Per un piccolissimo secondo mi sono sentito uno schifo, poi ho realizzato che facevo bene, che era coerente sentirsi così, con tutto quello che penso di loro.

Un’altra chiamata, che pare sistemare la situazione. “Hanno spento tutto. È esplosa una delle pompe, ma è tutto sotto controllo“. Tempo una mezz’oretta e tornano a casa. Tutto tranquillo.
Il ragazzo s’è salvato, la macchina completamente distrutta, una delle pompe danneggiata, ma nessuna esplosione. Solo tanta paura.
Io e mia sorella ricolleghiamo la luce e il boato… La luce, forse una dei primi segni dell’incendio e il boato, lo scoppio della prima pompa.

Torno a computer e… dopo il mio “Non posso rispondere ora...”, ci sono dei messaggi.

Ah, ok! Comunque, ma perché non bevi superalcolici tu??? La sera non esci mai??? non sarai asociale

Ma come ha fatto a prendere a fuoco?
Posso romperti le palle? Ho bisogno di parlare con qualcuno…

Azzo… senti ma ultimamente cosa stai ascoltando? qualcosa di nuovo?

Ho mandato un messaggio al mio ragazzo e poi mi sono buttato sul letto… depresso al massimo.
Sono stufo di circondarmi di queste persone… È in questi momenti che mi sento solo.

Fuori dal cassetto: Out of Control.

Ho scoperto oggi questa Out of Control, figlia della Motha Germanotta, mai rilasciata in uno dei suoi lavori e quindi ovviamente approdata sul tubo in attesa di essere ascoltata dall’idiota di turno.

Ed aggiungiamo un purtroppo al tutto, perché questa fa il culo a quasi tutte le tracce di Born this WayEnjoy!

Stardust/Boys.

Tu vuoi sapere come ridere dicendo i tuoi progetti.
Avremmo potuto comprare una casa con la piscina, farla finita con le mura.
Sarebbe stato così bello. Saremmo potuti andare in campagna
con un bagaglio di cose grandiose, baciandoci allo stesso modo.
Avremmo potuto fare di tutto in un jet privato,
correre nudi e bagnati fradici lungo la spiaggia.
Avremmo potuto trovare una montagna in un tramonto perfetto
scrivendo i nostri nomi nel cielo.
Avremmo potuto farci costruire una casa nel giro di un secondo,
avremmo potuto mettere in vendita tutto all’ovest e fare il tutto esaurito,
avremmo potuto vivere come dei pazzi fino alla fine dei nostri giorni.

The Family Jewels e Electra Heart.

Oggi sono arrivati i miei bambini… Entrambi gli album di Marina and the Diamonds ed entrambi in versione deluxe: Electra Heart e The Family Jewels.

Sono il mio regalo di compleanno da parte del mio ragazzo e sono bellissimi (come potete vedere dalle foto).

Questi sono i primi cd completamente miei… Per questo, considerando che i testi mi sono davvero molto vicini, per vari motivi, e che sono stati regalati dalla persona più importante per me, acquisiscono un valore enorme.
Li custodirò gelosamente con me…

Grazie tesoro mio.

Siamo in Italia.

Siamo in Italia. Sembra un luogo comunque rispondere con questa affermazione quando ci ritroviamo di fronte a qualcosa di strano o di vagamente intollerabile, dal nord acquoso al sud rovente. Ma il nostro Siamo in Italia, ha un significato tutto suo.
Significa, in breve:

Ao’, stamo in un paese de merda. Che t’aspettavi?

Ammetto che mi è capitato di utilizzarlo molto nelle ultime 24h, per vari e molteplici motivi, ricollegabili sicuramente alla stupidità dell’italiano medio (questo è un altro luogo comune) del quale ci circondiamo ogni giorno.
Dopotutto è difficile il contrario, vivendo qui.

Come tutti ben sapete, ieri l’Italia ha giocato contro l’Inghilterra, uscendo vincitrice dopo non un primo tempo, non due, non trenta minuti di supplementari, ma addirittura ai rigori.
Inutile dire che, nonostante io non sia un appassionato di calcio, non si può sicuramente parlare di vittoria clamorosa.
Vittoria clamorosa sarebbe stato vincere 6-0 alla fine del primo tempo, ma nonostante questo, i nostri fieri italioti si vantano di una partita vinta a culo come se si fossero scopati Raffaella Fico il giorno dopo l’intervento alle tette.
Normale? No, siamo in Italia.

Non faccio in tempo ad entrare su Facebook dopo la partita più pesante della storia, che eccoli lì: Una massa di italiani che iniziano i festeggiamenti! Davvero, manco avessero vinto 1milione di euro ad Affari Tuoi. Link, battutine, slogan pubblicitari alla Brian Kinney,  immagini, stati, trombette e fuochi d’artificio.
Il tutto buttato in un bel frullatore e sparpagliato sulla mia home e nelle orecchie di chi aveva la sfortuna di abitare nel centro città. Per rendere l’idea di cosa ho dovuto leggere, copio e incollo qui le suddette stronzate incriminate.

Io so italiana xkè ci vivo e ce so nata, quindi forza italia!

Bello ce la biamo fatta ce la faremo sempre evviva forza azzurriìììììììì

J’abbiamo dato nculo a st’inglesi de merdaaa!!!

L’Italia è unita da un’unica cosa: LA FEDE.
Tutti noi fieri di essere Italiani! ♥

E via discorrendo e via discorrendo…

Allora, chiariamo le cose:

  1. Non perché sei italiano/a allora devi tifare per forza Italia. Secondo questo concetto tutti gli abitanti di Roma dovrebbero tifare Roma (e Lazio?) e tutti gli abitanti di Milano dovrebbero tifare Milan (e Inter?).
    Secondo questo concetto solo perché si nasce da una famiglia eterosessuale, allora lo dovremmo essere tutti… e sempre secondo questo concetto, solo perché ai nostri genitori piace Renato Zero, anche noi dovremmo ascoltarlo.
    Che poi ognuno faccia un po’ come cazzo gli pare, è un altro discorso.
    Ma non rispondermi così solo perché dico che Ci si sente italiani solo durante gli europei e i mondiali, perché oltre a concedermi una risposta senza senso, mi dimostri che non hai capito cosa sto dicendo e che ho ragione.
  2. Imparate a parlare e a scrivere! Cristo quanto è inutile la popolazione italiana quando ci si mette. Non sanno scrivere, non sanno formulare pensieri coerenti e non il loro vocabolario contiene al massimo dieci termini: mamma, papà, pappa, pallone, pizza, festa, gioco, macchina, vino e passera.
    Estendete i vostri orizzonti, capre.
  3. Fatto il  culo, come ho scritto prima, significa vincere bene. Significa vincere in modo forte, non a culo ai rigori.
    Quindi de che stamo a parlà? 
    Ma quale culo? Che l’Inghilterra è uno dei paesi che stanno meglio al mondo nonostante la crisi economica e la gente non si sente inglese solo quando si corre in un campo.
    Ci si sente quando va a votare, quando decide le sorti dello stato, quando approva leggi e decide manovre finanziarie.
    In culo lo prendiamo solo noi, per tutto il resto, che ci lamentiamo ancora dell’IMU e ci preoccupiamo di gridare allo “stronzo” al presidente del consiglio, chiunque esso sia.
    Italiani di merda che hanno votato per venti anni Berlusconi e ora rompono il cazzo se i propri figli non lavorano. “Io ai tempi vostri ho iniziato a lavorà a 10 anni!“. Eh, fattene un vanto, brutto vecchio italiano che non sei altro.  È per colpa tua se io oggi a trent’anni sono costretto a rimanere a casa di mamma e papà (se se lo possono permettere).
  4. Uniti da un’unica cosa: la fede? Eh? Che l’ultima volta che ho visto gli italiani uniti è stato… circa… quando… più o meno…

Mi fa schifo vivere in questo paese. E non lo dico per fare l’alternativo mainstream (altro luogo comune), ma perché per andare fieri di questo paese si può essere solo masochisti o semplicemente STUPIDI.

Tifi Italia e non vuoi essere ritenuto un decerebrato? Ottimo. Comincia a tifare Italia anche in tutto il resto e non solo nel calcio, perché di idioti qua ne abbiamo fin troppi.

E le chiacchiere stanno a zero. Perché solo qui si spendono i soldi per i fuochi d’artificio e la vincita dell’Italia e il giorno dopo ci si lamenta della crisi.

Già, solo qui, perché siamo in Italia!

Scab and Plaster/Boys.

Buongiorno gente. 😀