I racconti della notte/Parte 1.

Il post è lungo (infatti sarà diviso in più parti) e personale (nonostante non sia da me scrivere cose del genere). Contiene poi delle immagini che sono state preparate dal sottoscritto per dare un unico tono al post, ma che possono essere ritenute “sconce” o “strappate direttamente ad un porno“, per quanto io abbia provato a “romanzarle” con il mio caro Photoshop.

Ho avvisato 😀

Facevamo sesso e sono incappato nella tua anima. Non l’avevo mai vista prima di quel momento. Non pensavo che facendo l’amore ci si spogliasse così a fondo.

Giusto un paio di giorni fa ho scritto un post sulla dolcezza, sulle coccole che ci si fanno mentre si sta a letto insieme. Un post sul fare l’amore e sulla voglia di farlo. Qualcosa di delicato, che va trattato con la giusta cura e aspettato con la giusta pazienza.
Sicuramente ho scritto ciò che sentivo… ma la cosa non ha aiutato. Anzi, è servita da amplificatore di sensazioni e percezioni. Una cosa del tutto fuori dal normale e dagli schemi della logica per me.
Come ho già scritto nell’altro post, da qualche mese non riesco più a controllare i miei ormoni e le mie voglie. Sento istinti animaleschi che vengono a galla dopo anni passati a dormire (chi dorme non piglia pisel…pesci) e che ora riaffiorano come un fiume in piena. Non ho idea se compaiono con così tanta foga solo perché sono stati assopiti a lungo; fatto sta che ora non riesco a controllarmi.
Sento il sorgere della voglia in ogni singolo istante.

Quando mi sveglio al mattino, penso a come ci si sente dopo una nottata a fare l’amore. Mi immagino nudo, fra le braccia dell’uomo che amo. Immagino che mi abbia soddisfatto in ogni modo (e posizione) possibile e che lui sia felice perché sono riuscito a fare lo stesso.
Sento il desiderio risvegliarsi in me quando apro gli occhi. Il fatto che il corpo maschile sia abituato a… sbocciare al mattino, ovviamente non aiuta. 😀 Non so se avete presente Matt nel film 40 giorni & 40 notti, che dopo non aver fatto sesso per più di un mese si sveglia una mattina con il Walter che non si decide a scendere. Ecco, una cosa del genere.
Però, la routine giornaliera non mi permette di godere a pieno di quegli istanti, che sfrutterei sicuramente in maniera più costruttiva se fossi solo e avessi tempo a disposizione.

Per tutto il giorno cerco di non pensare a quanto mi manchino le mani del mio ragazzo che mi accendono come un fiammifero. E mi mancano davvero tanto. Ma devo resistere, perché il più delle volte sono circondato dalla gentaccia con la quale abito.
La sera, forse, è l’unico momento della giornata nella quale mi lascio andare a qualche trasgressione (ed è triste definire così una sega a diciotto anni) sotto la doccia o immerso nella vasca da bagno. L’acqua calda, essere finalmente solo e pensare a ciò che si vuole mi permettono di rilassarmi.

Questo cosetto qua non è un tipo estroverso, schietto e diretto. Chi mi conosce bene lo sa: sono relativamente trasparente, mai fuori luogo, troppo avventato e impulsivo.
E non è puramente un pregio, perché a volte sarebbe bene se anche io prendessi l’iniziativa e cominciassi a parlare. Questo post serve anche a questo: a sciogliermi. Parlare di sesso, è qualcosa di completamente normale.
Parlare di sesso con il proprio ragazzo, è qualcosa che andrebbe fatto.

Poi arriva la sera. Ti penso, ti immagino e parlo con te… il più delle volte scherziamo, giochiamo o raccontiamo le nostre giornate. Mi piace sapere cosa fai durante il giorno, cosa studi su quei libri di medicina e cosa mangi. Nelle altre occasioni parliamo di  coccole, di baci e carezze. Ci scappa ogni tanto qualche battutina e io prendo il via immediatamente… ti salterei letteralmente sopra. 😀
Ma considerando che sei troppo distante per poterlo fare, sento il bisogno di sognarlo e così me lo impongo. Sogno noi due che facciamo l’amore per tutta la notte. Vere e proprie scopate epiche. Cosa che appena ti svegli ti senti appagato come uno di quegli attori porno che si fanno quindici tipi contemporaneamente.
Il bello di tutto questo è che, immaginando, potrei fantasticare. Invece immagino te per come sei. Sei tu quello che voglio nel letto.

Il sogno inizia, sostanzialmente, con io che ti rompo i coglioni. 😀 Tu giochi a computer o leggi e io mi metto lì con le manine a stuzzicarti. Con la bocca bacio il collo e la guancia. La tua barbetta è piacevole e i capelli ricci chiedono a gran voce di venire toccati.
Il petto urla “stringimi” e le gambe “accarezzaci“.
Mi sorridi distrattamente perché capisci cosa voglio… e provi a tornare a ciò che stavi facendo… ma io non mi arrendo. Continuo ad insistere.

Sento il cuore che inizia a battere perché tu ricambi i miei baci. Come diceva qualcuno:

Una notte d’amore magica inizia e finisce con un bacio.

Mi stringi e c’è così tanto silenzio che riesco a sentire il suono delle nostre labbra che si sfiorano. Siamo soli, finalmente, io e te.
Il respiro che prendi prima di muovere il piede e metterti comodo e il braccio che sposti per farmi avvicinare sono tutti dettagli che non mi sfuggono. Ho imparato a conoscerti.
Sposti il portatile (nel sogno io lo scaravento proprio a terra, ma evitiamo questo dettaglio perché venero e rispetto la tecnologia :D) perché ingombra e mi fai salire sopra di te.
Continui a baciarmi. Mi togli il fiato. Metto le mani sopra il tuo petto e non posso far a meno di eccitarmi per quella presa.

So che sei bravo e che hai più esperienza di me, quindi mi lascio travolgere. In fondo, difficilmente prendo l’iniziativa e mi piace molto di più essere dominato che dominare. Non per questo non gradisco il controllo, anzi… ho pensato più volte a cosa potrei fare, ma questa è un’altra storia che un giorno racconterò, magari ne “I racconti della notte 2” 😀

Mi togli i vestiti velocemente, ormai pure tu sei infiammato. Prima la maglietta, poi porti giù i pantaloni.
Il collo, lo spupazzi come fossero le guance di un neonato e lentamente, sfili i boxer… Sono rimasto nudo di fronte a te, ti guardo negli occhi e penso che la notte deve ancora iniziare.

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16 responses to “I racconti della notte/Parte 1.”

  1. Rafa says :

    Beh che dire.. decisamente una bella fantasia.. Noto una cerca “solitudine” in quello che scrivi, la mancanza di qualcosa che vogliamo a tutti i costi ci fa male sempre.. però vorrei evitarti una delusione.. La fantasia spesso e purtroppo resta tale, niente sarà mai come programmato e fidati io sono molto pignolo su queste cose e odio quando si finisce per cambiare programma.
    Bel post, non vedo l’ora di leggere il seguito… non fa mai male sognare.. ma ricordati di tenere sempre almeno un piede per terra 😉

    • Arles says :

      Ciao Rafa 🙂
      Allora, il discorso fra sogno e realtà è complicato con me. I duplici aspetti sono quelli che mi fregano e fanno parte del mio essere da sempre…
      -Sogno & Realtà;
      -Bene & Male;
      -Troppo & Troppo poco;
      -Felicità & Depressione.

      Sono una persona fortemente disequilibrata che, per quanto è duplice, riesce ad essere perfettamente equilibrata in alcune circostanze.

      Diciamo che negli altri post ho indossato l’abito “Realtà” e vesto spesso questo indumento anche durante la vita di tutti i giorni, fuori dal web.

      Per una volta, come faccio anche nei racconti che scrivo o nelle poesie, ho indossato l’abito “Sogno”. Mi ci trovo molto bene, ma c’è differenza fra sogno e illusione e io, fortunatamente, la conosco molto bene. 🙂

      Di piedi per terra ne metto quasi due! 😀 È la testa che viaggia, ma credo di essere abbastanza prudente da far fronte ad una ipotetica delusione.

      Ad ogni modo il secondo post credo sarà diverso, magari chiarisco altri punti di vista e non solo quello del sogno. Sarebbe più interessante. Mi hai dato una bella idea 🙂

      Un abbraccio

  2. Massimo says :

    Una bella fantasia…pienamente condivisibile 😉

  3. lawliet1992 says :

    Che paciocchino che sei! Ma il tuo ragazzo non è delle tue parti?

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