Alta tensione/Prologo.

E mi ritrovo a parlare dei miei genitori, per l’ennesima volta. Chi segue il blog attivamente sa del mio rapporto non troppo pacifico con loro. Sa dell’indifferenza che ripongo nei loro confronti, sa della mia non credenza nella frase fatta: “ma in fondo sono sempre i tuoi!”. Chi segue il blog, sa qualcosa di loro e sa qualcosa di me.

Magari prima o poi scriverò una rubrica per raccontare gli episodi (e ce ne sono molti) ad Alta Tensione che si sono succeduti fra queste quattro mura. Sicuramente non sarà facile, ma potrei provare ad esorcizzare degli avvenimenti e delle discussioni che ancora in parte non sono riuscito ad accettare. Ci penserò…

Qui a casa, per il momento, si è spento il forno delle pressioni e siamo tornati ad una temperatura che sembra essere umana.
Dopo le litigate di Pasqua è calato il silenzio. Ho tenuto la testa bassa per un paio di mesi fino a qualche settimana fa per evitare i loro sguardi. A pranzo mangiavo fissando il piatto e girandomi vagamente verso la televisione, finivo quello che avevo davanti, mi alzavo, sistemavo le mie posate e me ne tornavo in camera.
Perfino quando mia madre mi accompagnava agli stage, a Giugno, non osavo rivolgerle la parola dentro la macchina. Le riservavo solo un: “Alle sei ci rivediamo qua, ciao“.
Non tanto perché mi vergognassi, avessi paura o mi sentissi in colpa. Semplicemente non li volevo intorno. Non volevo la loro presenza vicino a me.
Con mio padre invece era diverso: lui non è capace di portare rancore. Il giorno dopo era già tutto a posto. E quindi, in un modo o nell’altro, ero obbligato a parlare con lui per evitare altre situazioni infernali.

Ora, dopo la rottura del computer di mia sorella, mia madre ha ricominciato a parlarci. Di nuovo. È un continuo: si litiga, non ci si parla e poi si va d’amore e d’accordo per un mese, due, tre… e il circolo ricomincia.
E in quei piccoli momenti di pace si fanno regali, come la collanina che ieri mia madre mi ha riportato da una passeggiata a Castel Gandolfo. Magari di scarso valore, ma piccoli gesti che possono indicare comprensione, una scusa, una carezza…

Ma ho imparato a riconoscerli questi gesti, perché sono ormai anni che vengono fatti. E se possono essere graditi, la prossima volta che esploderà il caos e starò male per altri due mesi, quella collanina starà nel mio cassetto. L’avrò già dimenticata. Perché non soffre al posto mio, non mi rincuora, né mi farà stare meglio.

Quindi sì, sono dei gesti carini, ma non hanno valore. Come faccio a far capir loro che è tardi?

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12 responses to “Alta tensione/Prologo.”

  1. Olòrin says :

    Credo che lo abbiano capito da soli, socio…magari non vogliono accettarlo e cercano di recuperare in questo modo…
    (Ho appena scritto una banalità, vero?)

    • Arles says :

      No, non è banale. È una possibilità, ma se tu avessi ragione si dimostrerebbero estremamente stupidi (non che fosse una novità, ma insomma 😀). Se vuoi recuperare fai i fatti, non regali collanine… Boh…

      • Olòrin says :

        non credo sia questione di stupidità, quanto di senso di colpa tesò…ho anche io una situazione simile a casa…

        • Arles says :

          Sì! È senso di colpa, ma senza uno straccio di ragionamento logico…
          Il senso di colpa può essere motivante, magari spingere ad essere una persona migliore (in questo caso un genitore migliore).
          Invece in questo caso si tramuta semplicemente in gesti così piccoli e inutili che non mi spingono manco a recuperare qualcosa. (Non che ci fosse qualcosa da recuperare, ma vabbè)

  2. lawliet1992 says :

    Premetto che non so cosa è successo di preciso e che probabilmente non sono nemmeno in grado di capire come ti senti.. Ma (cosa che mi sa ti ho già detto) non puoi dargli un’altra possibilità? Hanno fatto qualcosa a cui non possono in alcun modo rimediare?

    • Arles says :

      Non so come risponderti…
      Forse è meglio che tu aspetti gli altri post Alta tensione… Forse sono la risposta più giusta a questa domanda…

  3. Zeno Marshall says :

    Non conosco la tua situazione familiare e non voglio nemmeno giudicare, ma non credo che sia troppo tardi per un ventenne ricucire gli strappi del rapporto familiare 🙂 Magari ora la pensi cosí, ma col passare del tempo vedrai il tutto con un’ottica diversa

    • Arles says :

      Ascolta, hai mai litigato con una persona e per quel motivo hai voluto tagliare con lei completamente i rapporti?
      Io mi trovo in questa situazione. Purtroppo, però, non posso tagliare niente perché devo convivere con loro.

      Non è mai troppo tardi fino a quando una persona non decide che lo sia…

  4. Amleto says :

    Oddio non so che dire!
    Cerca di capirli, loro ti vogliono bene, magari sbagliano, ma in fin di bene. Chi non sbaglia!?
    Se perdete il rapporto in questi anni, preziosi a mio parere, ve ne pentirete.
    Io con i miei ho rapporto bellissimo, va beh litigo quasi ogni sera con mio padre, per delle cavolate. Ho paura che tutto cambi…
    Un bacio e buona fortuna ^_^

    • Arles says :

      Ecco, Amleto, queste sono le frasi che non vorrei mai sentire XD

      Come ho già detto, non credo nel: “Ma in fondo sono sempre i tuoi genitori!“. E di conseguenza non credo nel: “Visto che sono i tuoi genitori ti vogliono bene!“.
      Mi piacerebbe se fosse così, ma non lo è.

      Esistono i genitori che non ti vogliono bene ed esistono i genitori che se ne fregano di te. È una realtà che, purtroppo, non tutti riescono a capire.

      Forse chi non la capisce è perché é più fortunato e, come hai detto tu, ha un buon rapporto con i suoi.
      Li (ti) invidio.

      • Amleto says :

        Arles…
        Io non giudico, sia chiaro.
        Tu hai questi genitori, tienili per quello che sono… Più fai così, più te ne pentirai… E’ così, col tempo vedrai le cose in maniera differente.
        I miei mi vogliono bene, mi fanno arrabbiare, ma li accetto per quello che sono. Hanno fatto cose che potevano evitare, ma lo hanno fatto per il mio bene… E’ così!
        Più fai così e più ti fai il fegato marcio!
        Un bacio ^_^

        • Arles says :

          Sì, ma infatti io non voglio cambiarli.
          Anzi, loro possono rimanere pure così.

          Semplicemente li allontanerò… così io non avrò più il peso di doverli accettare 😉
          Ognuno se ne starà nel suo in modo pacifico…

          Un abbraccio 🙂

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