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Tour e singolo per Marina and the Diamonds.

È ufficiale: How To Be A Heartbreaker sarà il nuovo singolo estratto da Electra Heart, precisamente il terzo nel Regno Unito e il secondo in America.

Scelta quantomeno strana, soprattutto per la collocazione del brano, che era infatti contenuto solo nella versione USA dell’album. Basterà un nuovo singolo per risollevare le sorti di un album poco considerato dalla critica e -soprattutto- dal pubblico?


Inoltre, consultando il gruppo italiano di Marina su Facebook pare sia trapelata la possibilità che il Lonely Hearts Club Tour possa arrivare con una tappa in Italia.

Possibile? Sì. Dove? Probabilmente a Milano… come al solito.

Nell’attesa di news, preferisco damme ‘na grattata e sperare per Roma. 😀

This is what summer n roll looks like.

Sostanzialmente me so’ rotto il cazzo.

In breve, la precedente frase riassume il mio stato d’animo attuale. Me so’ rotto il cazzo. Così, pure un po’ a buffo.
Ormai va di moda rompersi un po’ il cazzo senza nessun motivo apparente, quindi lo faccio anch’io.

Purtroppo, però, i motivi per la rottura improvvisa del mio membro ci sono eccome.

Il caldo non aiuta. Chi è quello stronzo che ha detto che voleva l’estate?
[Nota per me: evita di usare troppi stronzo o troppi cazzo, disturbano la lettura].
No, dai, sul serio… non so come ho fatto a resistere ai 35° gradi (percepiti 40) di questi giorni. Non se po’ fa. Rivoglio la neve e il gelo. Sempre detto che l’estate je fa na pippa all’inverno.
Come se non bastasse, ora Caronte è finito ma arriverà Lucifero. Della serie: diamo nomi a cazzo per spaventare la gente.
La cosa più bella di questi nomi è quando assisti alle discussioni fra un balcone e l’altro di queste quattro vecchie che mi abitano vicino: 

– Ma lo sai chi arriva mo?
– None, chi?
– Jucifero! Chillo de prima se chiamea Caronte… e chillo de mo se chiama Jucifero!
– Esso, mo so proprio cazzi amari!
– Eeeeh, nce sta più o callo come chillo de na vota! I giovinotti de mo che ne ponno sapé!

Ecco, tralasciando questo, sono venuto a sapere che hanno finalmente scoperto la particella di Dio. “Me cojoni“, avranno pensato quei tipi sveglissimi che guardano il TG1.
In realtà non mi sono ancora informato bene, causa sorella che utilizza il mio pc a tempo indeterminato fino a quando non se ne ricomprerà uno proprio, ma lo farò domani ed esporrò le mie considerazioni.
In ogni caso, il CERN regna e Dan Brown è uno stracciarolo, ma c’ha sempre preso.

Odio tutta la classe politica. Ma tutta. Così, random.
E odio ancora l’Italia, la nazionale, gli italiani che scendono in piazza solo durante gli eur… ecc ecc. Sì, sono ripetitivo.

Sono tornato a scrivere canzoni! E sta volta le scrivo con una base sotto… sapessi pure suonare avrei fatto scopa.
Allego prima strofa e ritornello che, anche se sembra scritto dopo un viaggio di MDMA, giuro che migliora con un arrangiamento e una voce dente sopra (quale scusa crediate usino metà dei cantanti mediocri di oggi?!):

He was like eighteen
in a danger reality
He has so many dreams
He thinks: “Today I will fly,
pray, run, hope, die”
with his loneliness
until the night
Lonely until the night

All my life was corrupted
All my breaths were actually smoke
Looking in the sky
Looking in the sky
Look the real free life
Looking in the sky
Looking in the sky
Look the real free life
Looking in the sky
Looking in the sky
Look the real free life

Sabato i miei genitori se ne vanno a fare in culo per un altro weekend e rifarò i miei amati biscottini al burro!
Considerando che anche quelli dell’altra volta erano proprio buoni, sabato mi inventerò qualcosa di nuovo. Magari aggiungo del cocco o nell’impasto metto del cacao…
A proposito, @gente, ma quando lo organizziamo lo Chef Blogger Contest? Su che voglio vedervi con il cappello da chef ricoperti di farina! (cliché).

Mi manca il mio ragazzo. Nessuno si offre volontario per rapirlo e portarmelo qua?

Detto questo, direi che basta dar spazio ai deliri e che mi servono degli antidepressivi. O qualcosa per calmare la schizofrenia.

Rinchiudetemi, l’estate mi fa questo!

The Family Jewels e Electra Heart.

Oggi sono arrivati i miei bambini… Entrambi gli album di Marina and the Diamonds ed entrambi in versione deluxe: Electra Heart e The Family Jewels.

Sono il mio regalo di compleanno da parte del mio ragazzo e sono bellissimi (come potete vedere dalle foto).

Questi sono i primi cd completamente miei… Per questo, considerando che i testi mi sono davvero molto vicini, per vari motivi, e che sono stati regalati dalla persona più importante per me, acquisiscono un valore enorme.
Li custodirò gelosamente con me…

Grazie tesoro mio.

Singing lalala love you.

Cazzo, una preview splendida: How to be a heartbreaker. Sicuramente è una traccia registrata per Electra Heart, ma forse farà parte di una riedizione o del suo prossimo album.

Io te amo, ma buttare così delle tracce veramente carine sarebbe da incoscienti, Marina mia.

Ladri di peli.

Considerando che ci sono 80° all’ombra, umidità pari alla quantità di sudore che c’è sotto le ascelle di Mara Venier a Domenica In e che io continuo a sostenere che l’inverno è meglio sotto ogni punto di vista, mi vien da riflettere. Sul pelo.

Questa cosa così odiata dalle genti comuni oggi giorno, ma così apprezzata dal sottoscritto.
Okay, è vero. Sarà pacchiano, sarà da burino se non curato, da truzzo e quello che vi pare, ma quanto è bello un bel petto con qualche peletto sopra?
Non siete stufi di quei pettorali pompati come le gomme del 4×4 di mio padre? Di quegli addominali così perfettamente abbronzati e oliati che appena ci finite sopra, scivolate come una tavola da surf lucidata con la vasellina all’uva? E daje.

Oggi sono andato a farmi una passeggiata per spendere gli ultimi soldi rimasti dal compleanno e tornare finalmente a casa povero. Tra una maglietta, un pantalone e dei calzoncini, girovagando qui e lì, mi sono accorto che qualche ladro doveva essere passato da quelle parti. Ragazzi, un vero e proprio ladro. Un ladro di peli.

È passato nella mia città e li ha rubati A TUTTI. Tutti i ragazzi sotto i quarantanni avevano le gambe lisce come il culo di un bambino appena lavato, la barba fatta e il petto completamente glabro.
Vi giuro, sembrava essere entrati nel mondo del non-pelo; un mondo bruttissimo. Come in quei film di fantascienza nei quali i protagonisti atterrano su un nuovo pianeta e per non tirare le cuoia devono portarsi la bombola d’ossigeno dietro. Mi sembrava di essere rimasto senza ossigeno.

Io speravo di farmi un giretto e sfogare un po’ gli ormoni sbavando su qualcuno, invece no. Non mi è riuscito.

Fortuna è che il mio amato lui, hai peletti al posto giusto e come piacciono a me.
Qui lo confermo, questo è il genere di fisico che mi fa impazzire:

Non chiedo tanto, vero?

Nuovo bimbo in casa Arles.

Dopo che il portatile di mia sorella venne chiamato Brian, in onore di quel gran bel pezzo di figliolo di Brian Kinney, abbiamo scelto di continuare la tradizione chiamando il mio pc-fisso Justin. Loro poi divennero amanti segretamente, mentre noi dormivamo, ma quella è un’altra storia.

Poi fu il tempo dell’HD esterno, che venne chiamato Ted, perché molto affidabile e noiosetto. Purtroppo io lo ruppi e quindi Ted aspetta ancora nel paradiso della tecnologia di essere ricomprato e di risorgere in versione 2.0.

Poi arrivò l’Xbox 360 che acquisì lo straordinario privilegio di essere Emmett, perché colorata e dedita al gioco.

E ieri c’ha raggiunto un nuovo bimbo, in casa Arles, un nuovo televisore LG 42LK430. Niente all’avanguardia, soprattutto calcolando a che punto è arrivata la tecnologia da due anni a questa parte, ma sicuramente per il prezzo è stato un affare (349 euro spesi. Su Amazon sta a 699).

Lui è in realtà è una lei. E si chiama Debbie, in onore di quella grandissima figona con i capelli rossi che è la madre di Michael (il fatto che lui non sia stato cagato, è perché è l’unico personaggio di Queer as Folk che sta ad entrambi sulle palle).

Sta mattina mi sono riservato di provarla con un giochettino… e sembra carina. D’ora in poi mi sfonderò di Xbox.

Valar Morghulis.

Finito di vedere ora la 2×10 di Game of Thrones, che con una manina ci saluta per farci tornare ad ansimare nuovamente il prossimo anno. Quello che era partito per essere un telefilm riempispazio è diventata una vera e propria passione. Più va avanti e più non riesco a farne a meno. Qualità è la parola d’ordine per uno show che si impone come TERZO mio miglior telefilm, dopo Supernatural e Queer as Folk.

Scena finale decisamente EPICA e sceneggiatura, ambienti, effetti speciali e regia assolutamente perfetti.

Come farò a resistere un anno è -e rimane- un mistero.