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Matrimonio e Unioni civili sono la stessa cosa: In Italia.

Questo schema è stato ideato da Michele, che mi ha gentilmente permesso di bloggarlo qui, oggi. È chiaro e semplice e non serve alcuna laurea per capirlo. Potete diffondere il verbo come vi pare e piace (ma mi sembra almeno corretto citare la fonte, non facciamoci riconoscere sempre).

Nonostante sia così semplice da capire per noi gente comune, popolo volgare e ignorante, sembra ancora POCO CHIARO alle genti al potere che continuano a prenderci spudoratamente per il culo. Permettetemelo: Solo questo sanno fare, almeno con noi. Ci prendono in giro.

Non mi voglio dilungare… dico semplicemente, a parole chiare, che matrimonio e unioni civili NON sono la stessa cosa.
Voi potrete giustamente chiedermi il perché di quest’ultima affermazione considerando che sullo schema, al punto “Civil Partnership” c’è scritto chiaramente: L’unica differenza con il matrimonio è il nome. 

A quel punto potrei rispondervi: Appunto. Un nome fa la differenza. Perché io non voglio chiedere 100, per vedermi promettere 50 ed ottenere 30 (cit.). Peggio ancora se verranno istituiti i PACS, che sono direttamente ad un livello sotto i Civil Partnerships.

E io non ci credo alla storia del: Un passo alla volta. UN PASSO ALLA VOLTA UN CAZZO.
Io voglio il matrimonio e lo voglio ora. Niente giri di parole, niente pacs, niente unioni civili. Voglio poter sposare l’uomo che amo e avere uno status sociale come tutte le persone etero.

Ma siamo in Italia…

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Fortuna Liquida.

Oggi sarei dovuto andare a lavoro ma la mia collega aveva un concorso e quindi lo studio sarebbe stato aperto dall’altra segretaria: Elisa. Arriva sempre in ritardo e se l’orario d’apertura è fissato alle 9, avevo già premeditato che avrei visto la mia poltroncina girevole e il mio computer verso le 10 meno dieci.

Ho preso l’autobus prima e mi sono concesso una passeggiata in centro, da tempo che non me ne facevo una come si deve. Volevo andare da Musicamando, negozio di musica che sta chiudendo (e quindi svendita totale!) per vedere se trovavo qualcosa di Marina, ma poi il telefono è squillato.

Ah, era lui! Già c’eravamo sentiti sull’autobus, dieci minuti prima.

“Pronto?”
“Amore”
“Ehm… sì, sono sull’auto CON ZIA”
“Ok, capito, ti richiamo dopo”

Sinceramente mi ha dato fastidio interrompere la chiamata con lui. Non mi vergogno, né mi nascondo. Magari non girerò con una maglietta con tanti fiorellini sopra con scritto “Sono gay“, ma se qualcuno lo chiede non mi faccio problemi a rispondere.
Il fatto di tenerlo distante dalla mia famiglia è indispensabile, però, per due motivi:

  1. Non voglio problemi. La prossima settimana avrò diciotto anni e fra un anno, se Dio me lo concede, lascerò questa città. Troppe speranze da ragazzo che vive di sogni, ma farei davvero di tutto per non vivere più con loro.
    E fino a quel momento… non voglio vedere di nuovo porte che volano o mani che si alzano. È quello che succederebbe se si venisse a sapere che loro hanno un figlio di recchia. Un frocio.
    Vorrei vivere felice intanto, prepararmi le mie cose e poi un giorno urlare un sonoro “Addio” ai miei genitori e a tutti gli altri coglioni che si definiscono miei parenti.
  2. Non ci tengo. Non voglio che la mia famiglia sappia di me. A parte mia sorella (che già sa) e mio fratello (che è piccolino e troppo condizionato dai genitori per affrontare il distacco più questa cosa),  ovviamente.
    Mia madre, per esempio, già ne è a conoscenza. Lo capisco… la vedo come si comporta, nonostante sia da dopo pasqua che non le rivolgo parola.
    Mio padre è semplicemente un coglione e non arriverebbe neanche a vedere cos’ha oltre il naso.

Comunque sì, mi ha dato fastidio non poter continuare la chiamata con il mio ragazzo.

Ad ogni modo, ho continuato la passeggiata fra i negozi mentre raggiungevo lo studio e all’orecchio avevo lui che mi parlava. Università, cucina, lavoro, terremoto e altri argomenti si sono susseguiti per un’ora. Avrei continuato per tutto il giorno.
Sentire l’accento siciliano, quella vocetta che chiede coccole ad ogni parola (una voce può essere così dolce?) e il fatto che pronunci jummo invece che jummò, mi hanno fatto sorridere, noncurante del tempo che passava.

Già sentirlo mi ha cambiato la giornata… l’ha completamente rovesciata, stravolta. L’ha presa ed immersa nell’abisso dei pensieri.
È bello poter parlare con lui. Tira fuori il meglio di me, la parte di Matteo che non è malinconica, depressa, non in grado di andare avanti, troppo distante o vicina all’equilibrio…

Sembrerà banale (lo è! lo è! un adolescente innamorato È banale!) ma quando sto con lui, sto meglio.
Le cose vanno meglio… come se avessi bevuto un po’ di fortuna liquida.

15 motivi per essere contro il matrimonio omosessuale.

1 – Il matrimonio gay non è naturale!
Come gli occhiali, le scarpe, il poliestere, l’aria condizionata e il profilattico.

2 – Il matrimonio gay spingerà le persone a essere gay!
Allo stesso modo in cui far andare in giro persone alte fa diventare alti.

3 – Legalizzare il matrimonio gay aprirà la strada a ogni tipo di stile di vita folle!
Le persone vorranno sposare i propri animali domestici! Perché ovviamente un cane ha una personalità giuridica e i diritti civili per sposarsi.

4 – Il matrimonio eterosessuale esiste da moltissimo tempo e non è mai cambiato minimamente!
Quindi le donne sono ancora una proprietà del marito, le nozze sono decise dai genitori, il padre ha diritto di vita e di morte sui figli, i neri non possono sposare i bianchi e il divorzio non esiste.

5 – Il matrimonio eterosessuale perderà valore se sarà permesso anche ai gay di sposarsi!
La santità dei sette matrimoni di Liz Taylor, o di quello di 55 ore di Britney Spears, verrebbe distrutta.

6 – I matrimoni eterosessuali sono validi perché sono fertili e producono figli!
Le coppie gay, quelle sterili e le persone anziane non devono potersi sposare, perché i nostri orfanotrofi sono vuoti e il mondo ha bisogno di più bocche da sfamare

7 – Ovviamente i genitori gay tirerebbero su figli gay!
Proprio come da genitori eterosessuali nascono soltanto figli eterosessuali.

8 – Il matrimonio gay è vietato dalla religione!
Dunque in una teocrazia come la nostra i valori di una religione devono essere imposti all’intera nazione. Ecco perché in Italia c’è una sola religione e tutti i bambini devono essere battezzati alla nascita

9 – I bambini non saranno mai sereni ed equilibrati senza un modello maschile e uno femminile a casa!
Per questo nella nostra società quando un genitore è da solo, o perché è vedovo o perché è stato lasciato, gli vengono tolti anche i figli.

10 – Il matrimonio gay cambierà i fondamenti della nostra società e noi non potremmo mai adattarci alle nuove norme sociali!
Proprio come non ci siamo mai adattati alle automobili, al lavoro in fabbrica e all’allungamento della vita media.

11 – Le relazioni gay non sono durature perché i gay per natura sono promiscui!
Infatti i mariti etero e le mogli etero non hanno MAI relazioni extraconiugali e non divorziano mai.

12 – I bambini cresciuti da una coppia gay verranno derisi e discriminati dagli altri coetanei!
A differenza di quelli con le orecchie a sventola, quelli con il naso grosso, quelli grassi, quelli effeminati, quelli di colore, quelli con la erre moscia, o quelli troppo bassi che sono accettati da tutti i coetanei e mai presi in giro da nessuno.

13 – Perché la religione cattolica vieta l’atto omosessuale che è considerato peccato!
E dunque i gay non possono sposarsi ma possono farlo assassini, pedofili, maniaci sessuali, ladri, mafiosi, serial killer, truffatori, mercanti di organi, commercianti di bambini, di schiavi, di pellicce, papponi e chiunque non sia un omosessuale.

14 – Perché il matrimonio omosessuale comporta l’atto omosessuale!
Ma la Bibbia considera peccato l’atto omosessuale così come la masturbazione, i rapporti sessuali prima del matrimonio e i rapporti sessuali che non hanno il fine di procreare.

15 – Perché verrebbe meno l’antica tradizione calcistica Italiana, dato che di sicuro ci saranno meno calciatori!
Infatti si sa che i gay odiano il calcio e porteranno a odiarlo anche ai loro bambini impedendogli quindi di praticare qualsiasi tipo di sport che non sia danza classica, ginnastica ritmica, pattinaggio sul ghiaccio, shopping, manicure, lampada e bolle di sapone.

Aria di matrimonio omosessuale in casa Marvel.

La cultura, si sa, spazza via pian piano l’ignoranza e la chiusura mentale. Fortunatamente, a disposizione dell’uomo, ci sono più e più modi di fare cultura. La musica, la letteratura, il cinema… e i fumetti. E chi ne sa di più se non la madre dei fumetti in persona?

Stiamo parlando della Marvel, che dopo averci deliziato con il bacio fra i vendicatori Wiccan e Hulkling, ha deciso di celebrare il suo primo matrimonio. Fra omosessuali, si intende.

La fortunata coppia sarebbe quella composta dal mutante Northstar e dal suo partner Kyle, che secondo le ultime indiscrezioni dovrebbero arrivare all’altare nel numero Astonishing X-Men 51. 

A dimostrazione di questa tesi ci sarebbe il presunto teaser annunciatore comparso sul web negli ultimi giorni…

Che dire? Mi riprometto sempre di iniziare a leggere fumetti. Forse questa è la volta buona. 😀

Stasera su Rai Uno andrà in onda Mine Vaganti.

No ragazzi, non sono ancora entrato nel loop della droga. Un film a tematica gay andrà davvero in onda questa sera su Rai Uno alle ore 21:10.
Parliamo di Mine Vaganti, di Ferzan Özpetek. Film che io ho adorato.
Per tanti motivi. Forse perché quando l’ho visto ero emotivamente a pezzi (che novità :D), forse perché lo sento particolarmente vicino a me.

Beh, se stasera non avete intenzione di mandare avanti la vostra vita sociale e non l’avete ancora visto, accendete la tv e gustatevelo.

Fan Video per Weekend.

Mi ero ripromesso di farlo e l’ho fatto. Un bel fan video per un bel film.
Enjoy!

Recensione per Weekend.

Ho appena concluso la visione di Weekend, film del 2011 diretto da Andrew Haigh.

“Beh, quello che succede è che… mentre stai progettando chi vuoi essere, si apre questo spazio fra chi vuoi essere e chi sei veramente.  E questo spazio ti mostra ciò che ti sta impedendo di diventare ciò che vuoi essere”

Il protagonista principale di questo –annuncio preventivamente– splendido film, è Russell, un giovane uomo che vive in Inghilterra.
Conduce una vita tranquilla. Lavora (fa il bagnino), torna a casa e ogni tanto va a trovare il suo migliore amico Jamie.
Tuttavia, proprio non riesce ad uscire allo scoperto e fare coming out. Perché Russell è gay. E non ha mai avuto qualcuno con cui parlare, o qualcuno a cui poterlo dire tranquillamente e ricevere un abbraccio (eccetto Jamie). Russell è infatti orfano, sballottato qui e lì per le varie case famiglia fin dalla più tenera età.

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